Tribuna intitolata a Giuseppe ‘Gepe’ Villani

Gepe, il cuore arancione di Bressana diventa storia

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Nato a Bressana Bottarone il 13 giugno 1949 — ci ha lasciato il 1 gennaio 2025.

Entrare al campo sportivo di Bressana è come sfogliare un album di ricordi in cui, a ogni pagina, spunta la sua voce: quella battuta pronta, il dialetto che scioglieva ogni formalità e quel modo tutto suo di tenere insieme le persone. Gepe non era uno che cercava i riflettori; era piuttosto chi, silenziosamente, costruiva i momenti che poi tutti ricordano.

Per la società arancione, Gepe era molto più di un collaboratore: era il “factotum” del gruppo, sempre presente, sempre disponibile, sempre con una battuta pronta in dialetto. Nessuno tracciava le righe sull’erba come lui, e se glielo facevi notare, rispondeva con quel sorriso ironico che sapeva mettere d’accordo tutti.
E poi c’era il leggendario pullmino arancione, simbolo di mille trasferte e risate. Gepe guidava, ma a bordo sembrava di viaggiare con un’intera carovana di buonumore: canti stonati, aneddoti, rimproveri affettuosi a chi arrivava in ritardo. In quelle giornate c’era tutta la sua gioia di stare insieme.

Le sue magliette personalizzate erano ormai parte della leggenda locale: ogni stagione ne aveva una nuova, con una frase divertente o una battuta che raccontava la sua personalità.
A Natale, invece, diventava il Babbo Natale ufficiale del paese, pronto a portare doni e sorrisi, capace di far ridere i bambini e commuovere anche gli adulti.

Alla cena di Natale della società, il presidente Luigi Greco ricorda ancora il momento in cui i ragazzi gli regalarono un set di bocce personalizzate con il suo nome inciso: Gepe era felice come un bambino. Quel sorriso largo e contagioso è rimasto nella memoria di tutti, uno dei ricordi più belli per amici e sportivi.

Perché Gepe non era solo “quello del calcio”: era anche una presenza costante nel mondo delle bocce, legato al Club Arancione e al bocciodromo locale, dove portava lo stesso spirito positivo, il sorriso e la voglia di fare gruppo. Partecipava alle partite, aiutava nell’organizzazione, e non mancava mai un’occasione per scherzare e stare in compagnia.

Il sindaco e la società sportiva lo ricordano come il vero volto del Bressana, simbolo di passione, energia e dedizione. Sapeva coinvolgere tutti: dirigenti, giocatori, tifosi, amici. Sempre allegro, generoso e capace di trasformare ogni momento in un’occasione di condivisione.
Uno degli ultimi grandi “personaggi” locali, riconoscibile e amato da tutti, dentro e fuori dal paese.

Nel 2025, il Comune di Bressana Bottarone ha voluto rendere omaggio a questa figura indimenticabile intitolando a Giuseppe “Gepe” Villani la tribuna del campo sportivo. Un gesto semplice ma pieno di significato, perché per molti la squadra arancione era Gepe.
Ogni volta che il pallone rotola sull’erba, il suo spirito sembra ancora lì: tra i ragazzi, sulle gradinate, nelle battute in dialetto che continuano a vivere nei racconti.

Le sue storie restano nelle voci degli amici, nelle fotografie appese, nei pomeriggi al campo e nelle serate al bocciodromo.
Gepe ha lasciato a Bressana Bottarone qualcosa che va oltre lo sport: un’eredità fatta di entusiasmo, solidarietà e allegria. Un cuore arancione che continua a battere, ogni giorno, nel paese che lui ha amato davvero.

bressana.it