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LUOGHI DEL LAVORO: Mulini edifici che parlano al passato

Copertina Oltre 97 del 2006La rivista OLTRE, nel numero 97 di Gennaio-Febbraio 2006, ha pubblicato un articolo che racconta del viaggio fra le strutture della provincia che producono la farina. Parliamo dei mulini, che con un ciclo di lavorazione di alcuni giorni, trasformano il grano nella materia prima che ci permette di mangiare quotidianamente pane, pasta, pizze, torte e molto altro ancora. Grano che ormai non è più “prodotto locale”. La farina, infatti, è ottenuta macinando per l’ottanta per cento grani esteri.

Nella provincia di Paviaci sono ormai soltanto dieci mulini.
Il viaggio parte da quello di Arena Po e successivamente Santa Maria della Versa, Momperone, Bressana Bottarone e termina a Voghera.

E’ disponibile qui un’anteprima in formato pdf dell’articolo al quale viene fatto riferimento.

Si ringrazia Edo Edizioni Oltrepò per il materiale fornito e si ricorda che il numero arretrato della rivista è ancora disponibile in sede a Voghera o direttamente sul sito www.oltre.eu.

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Palli, una famiglia nella storia di Bressana

La scuola media di Bressana Bottarone prende il nome dall’industriale di laterizi Edoardo Palli. Bressana, zona ricca di argilla, è sempre stata terra di fornaci, famosa per la produzione di laterizi. Gli anziani ricordano le fornaci: Palli in via IV Novembre, Del Bò in via Del Bò, De Giorgi (ex Cristiani) in via I Maggio, Rognoni in via Indemini, Padana in via I Maggio, Iovita (Maggi) in via I Maggio, incrocio per Pinarolo, Signorelli in via Pavia (zona «Cavallino»), Tacconi ad Argine, Borsani & Azzi (dettaad Giacheta ) a Bottarone. La più importante era la fornace Palli, fondata nel 1712 e caratterizzò l’economia di Bressana fino a pochi decenni fa. La ditta Palli aveva installato, da metà Settecento, alcune fornaci anche a Voghera, Pizzale, Lungavilla.
Negli anni ’50- ’60 lo stabilimento Palli di Bressana contava cinque ciminiere e si presentava come un vasto complesso. I capannoni, costruiti in periodi successivi, occupavano un’ampia area delimitando tre cortili. Nei primissimi anni ’60, all’interno del complesso di via IV Novembre, c’erano tre fornaci: una per la produzione di tegole marsigliesi, una di tegole catramate (detta «la furnaseta di negar») e una per la produzione di mattoni forati e coppi. L’argilla veniva estratta dalle cave e trasportata con vagoncini nella fornace.
Mediante macchine speciali veniva bagnata e omogeneizzata. Si ottenavano panetti di argilla che venivano posti da un operaio nella pressa. Un operaio toglieva la tegola dalla pressa e la depositava su un nastro trasportatore per il successivo essiccamento. Dall’essiccatoio le tegole venivano trasportate, tramite nastro, al forno, dove un operaio («bartulè») provvedeva a sistemarle per la cottura e ad estrarre il prodotto cotto. Successivamente, con carriole, le tegole venivano portate nel cortile della fornace e accatastate. Al fuochista spettava il compito di alimentare e garantire il continuo funzionamento del forno.
Oggi della fornace Palli non esiste più traccia. I capannoni sono stati abbattuti per far posto ad un’area di edilizia residenziale. Ma l’importanza che la famiglia Palli ha avuto per l’economia di Bressana è testimoniata dal nome della nostra scuola.
Nel 1961 fu istituita, a Bressana Bottarone, una Scuola di avviamento professionale a tipo industriale in via Depretis, vicino al Coppa. Il 20 novembre 1961 il consiglio dei professori della scuola propose di intitolare la scuola a Edoardo Palli, nato a Voghera il 2 novembre 1846 e morto il 5 maggio 1911 a Voghera. Il consiglio comunale, presieduto dal sindaco Carlo Pisani, accolse la proposta, «per i meriti dell’industria Palli, più volte ufficialmente riconosciuti».
La delibera del consiglio comunale mette in evidenza che «i figli del defunto Edoardo risiedono a Bressana Bottarone dove continuano le tradizioni familiari di avanguardia tanto nel campo industriale quanto in quello benefico, avendo ricoperto importanti cariche provinciali e nazionali». Nel 1963, dopo la riforma, la Scuola di avviamento professionale divenne scuola media statale ‘Palli”.
Da qualche anno, infine, è sede associata della scuola media «Giuseppe Maria Giulietti» di Casteggio.

(Marta Calatroni, Camilla Fasani, Mattia Grandi, Sara Tavella, Davide Zambianchi)

Tratto da “La Provincia Pavese” del 19 maggio 2004
Link all’articolo originale

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ANTICHE DIMORE: La sottile armonia del Castello di Argine

Copertina-Oltre-66La rivista OLTRE, nel numero 66 di Novembre/Dicembre 2000, ha pubblicato un articolo di Mirella Vilardi nella rubrica “Antiche dimore” che parla del Castello di Argine frazione di Bressana Bottarone.

Articolo nel quale si ripercorre la storia di questa struttura difensivo/residenziale trecentesca. Si vede subito che manca di alcuni particolari, le torri sono solo due e del fossato solo un accenno. Il castello risulta in buono stato e ben tenuto nonostante modifiche effettuate nel tempo. Caratteristica che colpisce è la sua armonia con il caseggiato circostante che poche altre residenze storiche hanno.

Molti ne furono padroni a partire dal Magnifico Angelo Simonetta fino ai Busca (ultima famiglia patrizia), ai Jacoppi e ai Berzio.

E’ disponibile qui un’anteprima in formato pdf dell’articolo al quale viene fatto riferimento.

Si ringrazia Edo Edizioni Oltrepò per il materiale fornito e si ricorda che il numero arretrato della rivista è ancora disponibile in sede a Voghera o direttamente sul sito www.oltre.eu.

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Luoghi del ricordo a Bressana Bottarone

Croce in località Cascina Bella nei pressi del luogo dell’eccidio

BB Cascina Bella 1

In ricordo di:

Del Favero Natale (Beghi) di anni 19
operaio, partigiano della Divisione “Aliotta”, Brigata “Crespi”; nato a Pieve di Cadore (Belluno) il 17 novembre 1925, residente a Bressana Bottarone; catturato e fucilato dalla Sicherheit il 19 gennaio 1945.

Landini Pierino di anni 25
operaio, partigiano della Divisione “Aliotta”, Brigata “Crespi”; nato a Bottarone il 16 settembre 1919 e residente a Bressana Bottarone; catturato e fucilato dalla Sicherheit il 19 gennaio 1945.

Marabelli Peppino di anni 22
falegname, partigiano della Divisione “Aliotta”, Brigata “Crespi”; nato a Bressana Bottarone il 13 luglio 1923 e residente a Bressana Bottarone; fucilato dalla Sicherheit, il 19 gennaio 1945.

Milanesi Bordino (Gallo) di anni 20
artigiano, partigiano della Divisione “Aliotta”, Brigata “Crespi”; nato a Bressana Bottarone il 7 agosto 1924 e residente a Bressana Bottarone; catturato e fucilato dalla Sicherheit il 19 gennaio 1945.

Milanesi Erminio di anni 48
artigiano, partigiano della Divisione “Aliotta”, Brigata “Crespi”; nato a Bressana Bottarone il 7 luglio 1896 e residente a Bressana Bottarone; catturato e fucilato dalla Sicherheit insieme al proprio figlio Peppino.

 

Targa posta in via Depretis 77

BB Via Depretis

in ricordo di:

Eseguiti Bruno di anni 30
operaio, partigiano della Divisione “Masia”, V Brigata “Tundra”; nato a Golferenzo il 22 marzo 1914 e residente a Broni; ferito gravemente dalla GNR a Bressana Bottarone in un’imboscata il 3 settembre 1944 muore due giorni dopo.

 

Monumento ai Caduti nella Guerra di Liberazione
in piazza Giovanni XXIII

BB Piazza Giovanni XXIII

In ricordo di:

Del Favero Natale (Beghi) di anni 19
operaio, partigiano della Divisione “Aliotta”, Brigata “Crespi”; nato a Pieve di Cadore (Belluno) il 17 novembre 1925, residente a Bressana Bottarone; catturato e fucilato dalla Sicherheit il 19 gennaio 1945.

Landini Pierino di anni 25
operaio, partigiano della Divisione “Aliotta”, Brigata “Crespi”; nato a Bottarone il 16 settembre 1919 e residente a Bressana Bottarone; catturato e fucilato dalla Sicherheit il 19 gennaio 1945.

Maggi Olmare (Zanibo) di anni 18
operaio, partigiano della Divisione “Gramsci”, Brigata “Togni”; nato a Bressana Bottarone il 14 luglio 1927 e residente a Bressana Bottarone; caduto a Milano il 30 aprile 1945 per lo scoppio accidentale di una bomba a mano.

Marabelli Peppino di anni 22
falegname, partigiano della Divisione “Aliotta”, Brigata “Crespi”; nato a Bressana Bottarone il 13 luglio 1923 e residente a Bressana Bottarone; fucilato dalla Sicherheit, il 19 gennaio 1945.

Milanesi Bordino (Gallo) di anni 20
artigiano, partigiano della Divisione “Aliotta”, Brigata “Crespi”; nato a Bressana Bottarone il 7 agosto 1924 e residente a Bressana Bottarone; catturato e fucilato dalla Sicherheit il 19 gennaio 1945.

Milanesi Erminio di anni 48
artigiano, partigiano della Divisione “Aliotta”, Brigata “Crespi”; nato a Bressana Bottarone il 7 luglio 1896 e residente a Bressana Bottarone; catturato e fucilato dalla Sicherheit insieme al proprio figlio Peppino.

 

Monumento “Bressana alla Resistenza” in via 5 Martiri della Liberazione

BB Via 5 Martiri 1

in ricordo di:

Del Favero Natale (Beghi) di anni 19
operaio, partigiano della Divisione “Aliotta”, Brigata “Crespi”; nato a Pieve di Cadore (Belluno) il 17 novembre 1925, residente a Bressana Bottarone; catturato e fucilato dalla Sicherheit il 19 gennaio 1945.

Landini Pierino di anni 25
operaio, partigiano della Divisione “Aliotta”, Brigata “Crespi”; nato a Bottarone il 16 settembre 1919 e residente a Bressana Bottarone; catturato e fucilato dalla Sicherheit il 19 gennaio 1945.

Maggi Olmare (Zanibo) di anni 18
operaio, partigiano della Divisione “Gramsci”, Brigata “Togni”; nato a Bressana Bottarone il 14 luglio 1927 e residente a Bressana Bottarone; caduto a Milano il 30 aprile 1945 per lo scoppio accidentale di una bomba a mano.

Marabelli Peppino di anni 22
falegname, partigiano della Divisione “Aliotta”, Brigata “Crespi”; nato a Bressana Bottarone il 13 luglio 1923 e residente a Bressana Bottarone; fucilato dalla Sicherheit, il 19 gennaio 1945.

Milanesi Bordino (Gallo) di anni 20
artigiano, partigiano della Divisione “Aliotta”, Brigata “Crespi”; nato a Bressana Bottarone il 7 agosto 1924 e residente a Bressana Bottarone; catturato e fucilato dalla Sicherheit il 19 gennaio 1945.

Milanesi Erminio di anni 48
artigiano, partigiano della Divisione “Aliotta”, Brigata “Crespi”; nato a Bressana Bottarone il 7 luglio 1896 e residente a Bressana Bottarone; catturato e fucilato dalla Sicherheit insieme al proprio figlio Peppino.

Tratto da www.luoghidelricordo.it
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PAESAGGI: Cascina Bella, la cascina sul fiume

APPROFONDIMENTI PRIMO PIANO RIVISTE

Copertina-Oltre-14-15La rivista OLTRE, nel numero 14/15 di Maggio 1992, ha pubblicato un articolo di Beppe Ameglio che parla di Cascina Bella situata nel territorio del comune di Bressana Bottarone.

Cascina Bella è senza dubbio la più importante azienda agricola della zona, nel pieno del suo splendore estendeva le sue proprietà per circa 30.000 pertiche dando lavoro a qualche centinaio di persone. Ancora oggi rappresenta uno dei più interessanti esempi di azienda agricola settecentesca.

A sottolineare la sua importanza è la cartografia militare dei primi anni dell’800 in uso alle truppe Austriache che operavano nel Lombardo-Veneto.

Cascina Bella ha una struttura di cascina a corte con ampio cortile al centro su cui si affaccia la casa del fattore, una serie allungata di casette a schiera una volta concesse in uso ai salariati e gli edifici adibiti a stalle, granai e depositi per le attrezzature agricole. Si veniva a formare un microcosmo dove la vita della comunità ruotava attorno alla cascina. Anche le funzioni religiose venivano celebrate nella chiesa posta nel parco, a destra del corpo centrale dell’edificio padronale.

In questa zona di confine tra pianura padana e colline dell’oltrepò i colori di sfondo sono il rosso dei mattoni in argilla con cui sono costruite le case e il giallo della paglia ammucchiata nei campi in enormi balle rotonde.

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POESIA: Argine

Copertina-Oltre-2La rivista OLTRE, nel numero 2 di Marzo/Aprile 1990, ha pubblicato un articolo di Giovanna Tacconi che parla di Argine frazione di Bressana Bottarone partendo da una sua poesia. La poesia e un omaggio autenticamente amoroso e un po’ dolente ad un piccolo paese che muore, gli abitanti che col tempo si trasferiscono in abitazioni più piccole e confortevoli vicino al centro abitato lasciando case con enormi stanze e enormi cortili.

Argine è un grumo di case che l’onda impietosa del tempo ha reso vecchie e tuttavia fiere di una loro bellezza ruvida e segreta, impreziosita dal rosa caldo e terrigno che è solo del cotto nato nelle vecchie fornaci aduste di oltre mezzo secolo fa.

Così Argine con la sua chiesa troppo bella e troppo silenziosa e quel castello grifagno incombente sulle case mute, ormai fatiscenti, con la sua gente non ancora rassegnata che da lontano lo vede morire, è un po’ la fioca lanterna che rischiara a sprazzi le fughe nere del tempo perduto.

E’ disponibile qui un’anteprima in formato pdf dell’articolo al quale viene fatto riferimento.

Si ringrazia Edo Edizioni Oltrepò per il materiale fornito e si ricorda che il numero arretrato della rivista è ancora disponibile in sede a Voghera o direttamente sul sito www.oltre.eu.

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Agostino Depretis e la provincia di Pavia

Microcosmo-copertina

Titolo: Agostino Depretis e la provincia di Pavia
Coordinamento scientifico: M. Brignoli, A. Colombo
Redazione: S. Lomartire
Riproduzioni: E. Papa
Progetto editoriale: F. Ricci
A cura di: Amministrazione provinciale di Pavia – Edizioni Torchio de’ Ricci Pavia
Anno: 1988
Prezzo: € 33,00
Caratteristiche Tecniche: 286 pagine – Fotografia in b/n – Copertina Rigida
Indice: Presentazione (G. Rezzani) – A. Depretis e l’Amministrazione locale (M. Brignoli) – Relazioni di A. Depretis al Consiglio Provinciale di Pavia – Introduzione (A. Colombo) – I quattro Vangeli – Interventi (Rezzani, Tesoro, Rovati, De Paoli, Calandra e Colombo)
Introduzione: Il corredo iconografico di questo volume è piuttosto inconsueto ma non per questo inefficace. Si è preferito non ripetere immagini di uomini ed avvenimenti già ampiamente noti; si è voluto, per contro, scegliere una iconografia che richiami la vivacità della lotta politica, la polemica, anche aspra, di cui si nutrono le contese civili.
I nostri personaggi non sono innalzati sul monumento, ma restano quelli che sono stati: uomini politici, non unanimemente applauditi ma giudicati e bersagliati dalla satira e dalla caricatura.
E’ un modo persuasivo per avvicinarci alla vita politica di quegli anni, di avere più vicini i protagonisti, di vederne, senza il velo di auliche esaltazioni, luci ed ombre, vizi e virtù.
La sequenza delle tavole non ha correlazione immediata nel saggio in cui ognuna di esse è stata inserita; la scelta grafica editoriale della presente edizione mantiene il criterio cronologico.

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Santa Maria Nascente in Argine. Una chiesa. La sua gente. La sua storia.

Santa Maria Nascente In Argine

Titolo: Santa Maria Nascente in Argine. Una chiesa. La sua gente. La sua storia.
A cura di: Don Cesare De Paoli
Produttore: Comune di Bressana Bottarone con Banca San Paolo, Banca Nazionale dell’Agricoltura e Cariplo
Anno: 1987
Caratteristiche Tecniche: 156 pagine – Fotografie in b/n – Copertina Brossura
Descrizione Indice: Presentazione (Don Cesare De Paoli) – Introduzione (Giovanna Tacconi Piaggi) – Profilo di vita sociale in Argine nel 1700 – Profilo di vita religiosa in Argine nel 1700 – Storia della costruzione della chiesa – L’interno della chiesa – L’architettura della chiesa – Note al testo – Appendici
Presentazione: Nel contesto delle iniziative messe in cantiere per l’Anno Mariano, ecco un impegno di singolare significato e di consistente portata: una pubblicazione sulla nostra Chiesa parrocchiale e le sue origini che sviluppa i diversi aspetti della vita dell’epoca ampliando l’orizzonte al tessuto socio-culturale.
Ne è scaturito un testo monografico articolato in cinque sezioni che porta un contributo notevole per valorizzare l’unico monumento di autentico interesse storico ed architettonico presente nel territorio del nostro comune.
Riteniamo che con la pubblicazione della ricerca si possa contribuire alla diffusione della conoscenza di un periodo della storia del paese e di riproporre una serie di valori che altrimenti rimarrebbero sconosciuti nel rapporto tempo-comunità.
Abbiamo cercato quindi di far parlare il “silenzio della storia” per cercare di capire il significato di una chiesa per una comunità, ciò che è e ciò che rappresenta.
Visto da questa angolatura, lo studia della costruzione della Chiesa, ci aiuta a scoprire i significati dell’esperienza umana e sociale della gente dei campi: nella parrocchia, per usare un’espressione cara a Don Primo Mazzolari, “la chiesa fa casa con l’uomo”.
Il lavoro è stato redatto da più persone e quindi si presenta non omogeneo dal punto di vista stilistico, trova il suo momento di unità nella struttura generale del testo e nei valori che complessivamente propone. (A cura di Don Cesare De Paoli)

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TIBE’ Terra di fornace

TIBE-Terra-di-fornace-600

Titolo: TIBE’ Terra di fornace.
A cura di: Ricerca interdisciplinare delle classi II e III A Scuola Media E. Palli di Bressana Bottarone anno scolastico 1984/85
Produttore: Amministrazione Comunale di Bressana Bottarone Assessorato Istruzione e cultura, Biblioteca Comunale di Bressana Bottarone con il Patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Pavia Assessorato Istruzione con il contributo di Impresa Codognelli di Cigognola.
Anno: 1985
Caratteristiche Tecniche: 68 pagine – Fotografie in b/n – Copertina Brossura
Descrizione Indice: L’argilla – Dall’argilla al mattone – Gli strumenti – I prodotti a mano – I prodotti a macchina – Le malattie contratte in fornace – Alimentazione e dietologia – Il ruolo dei bambini e dei ragazzi – Il ruolo delle donne – Il ruolo degli uomini – Il Clero e la fabbrica – I ricordi – I canti – Tutti a teatro – Le considerazioni degli alunni – Glossario – Ringraziamenti

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